- -5%
"Non dobbiamo mai perdere la memoria delle nostre origini, del fango da cui siamo stati tratti."
Papa Francesco
Usi e costumi della nostra gente
Degli usi e dei costumi della civiltà contadina veneta del XX secolo, del vivere dei nostri nonni, e quindi delle nostre origini racconta que sto libro di Giovanni Sanavia, e lo fa nella lingua antica del dialetto, la lingua madre che ci ha abitati e che parliamo sin dalla nostra nascita. L'autore Giovanni Sanavia, a tutti noto come Gianni, ci ha abituato da tempo alla riscoperta delle nostre radici con la produzione di prece denti libri e preziosi approfondimenti dedicati al territorio, alla gente veneta, alla figura del padre Leone.
Negli ultimi anni ha dedicato a questo suo nuovo libro 'Usi e costumi della nostra gente': un rilevante impegno di ricerca e scrittura, impegno che ha condotto a un'opera di grande interesse sotto il profilo storico e testimoniale. Essa infatti, raccontando di tempi così lontani dalla nostra quotidiana esperienza di vita, eppur così vicini nel conto degli anni, diventa solida memoria da trasferire alle giovani generazioni per la conoscenza di chi siamo e da dove veniamo. Mi preme infine sottolineare un altro elemento che mi rende caro questo libro, che è tale non soltanto per i racconti che contiene e per le notizie che ci fornisce a proposito di come i nostri avi mangiavano, abitavano, lavoravano la terra, festeggiavano e pregavano, ma anche e soprattutto per il fatto che, scritto in dialetto, diventa un contributo alla valorizzazione e alla conservazione della nostra amata lingua veneta, che in quanto patrimonio linguistico e culturale preziosissimo va per l'appunto usata e diffusa per essere al meglio tutelata.
E' dunque con vero piacere che in quanto Sindaco ho accolto l'invito dell'autore a cofinanziare come Comune di Campolongo Maggiore quest'opera, e a salutarne con queste poche righe la pubblicazione."
Mattia Gastaldi
Sindaco
- Autore
- Gianni Sanavia
- Lingua
- Dialetto veneto
- Anno Edizione
- 2025
- Numero Pagine
- 128
- Dimensioni
- 16x22 cm
- Dorso
- 8 mm
- Prezzo di copertina
- Euro 15,00
- Rilegatura
- Brossura
Gianni Sanavia è nato a Liettoli (Venezia) nel 1938. Conseguito il diploma, ha poi lavorato ininterrottamente nel gruppo Eni. Da ragazzo si è dedicato alla politica ed ha giocato a rugby, in ambedue i casi senza successo. Si è pure cimentato nella pittura, per fortuna presto abbandonata. Si è interessato un po' a tutto: musica classica, cinema d'autore, letteratura, filatelia, pittura. Ma la sua grande passione è sempre stato il jazz. Da ragazzo, in un'Italia provinciale dove il jazz era considerato "musica da negri", per ascoltare la sua musica preferita, doveva sintonizzarsi sulla radio svizzera di Monte Cenerio su radio Trieste, allora occupata dalle truppe anglo-americane. È sempre stato un grande divoratore di libri di tutti i generi, specialmente classici, grandi romanzi dell' '800 e '900, storia, saggistica, arte. Ha scritto un "Vocabolario veneto con proverbi e idiomatismi", "Vita di un artista", quella di suo padre e una "Storia di Liettoli e del territorio". Ha sempre avuto il vezzo di annotarsi tutto quello che gli sembrava interessante da libri, riviste, televisione, giornali, conversazioni e considerazioni personali che ha raccolto nel volume "Il palcoscenico della vita" ed uno di ricordi: "Per non perdere la memoria" con lo scopo di lasciare una traccia di sé ai suoi discendenti.

