Dovemo ndare a Sentensa!
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Dovemo ndare a Sentensa!
Dovemo ndare a Sentensa!

Giancarlo Vincenzo Capaldo

Dovemo ndare a Sentensa!

15,20 € 16,00 € -5%

Zibaldone de’ Veneti

Formato
  • Cartaceo

...dovemo ndare a Sentensa!

Introduzione.

All’inizio lo studio riguardava Stanghella-paese, ma lungo la “Via” ho capito che non se podeva fare; infatti quando il babbo ritrovò la moglie mancava, lì alla Peagna, lo spazio fisico necessario pa moestarse na scianta [=stare dove vivevano i Miotto/Frasi*, maggio 1945]. Profughi d’Africa [rovinati a causa della guerra persa], dovevano andare altrove; il babbo si mosse da solo e trovò casa a Carpanedo/Albignasego lontano, ma non troppo dall’Ospedale militare [Padova cooptato essendo aggregato nella 5a armata USA con l’uniforme].

Stanghella, Lion di Albignasego [col tram arrivava veloce in Ufficio, 20 minuti] li ho trattati come fossero un Insieme. La ricerca sui Frasi l’ho pilotata sui temi climatici (Piozana Granda/ brentane ruinose, brute). Centanini: Alta famiglia in paese; so bene chi erano ma non ho steso il profilo [se ne parlava tanto…] così nasce la Copertina; l’infanzia evoca dileggi, comenti, iriverense, sentense [dimene tante/fame na carità]; forme tipiche utilizzate in vari ambiti, ormai persi. I papiri di Teresina Bertacco rifulgono [Bassano/Marostica]! Topografia [=Piante I.G.M.]: se saranno stimate avrò fatto Tris; il vaglio dei punti osservati è strategico! Ma quanto gò penà pa cavarme fora lo so ben! Così ho cercato le Carte Consorziali dei Bacini di Bonifica [taglio storico]. Le ho scartabellate individuando le più adatte [col campo d’osservazione più largo]. L’acquerello mi è servito per svelare modi di vita/usanze risalenti agli anni Cinquanta (occasione irripetibile per lodare luoghi-episodi ardui da attestare oggi).

*No ghe jera queo spassio minimo pa starghe, alla Peagna de Stanghea!

Il lavoro avrà un’eco se, visti i ritmi che a metà Novecento marcarono i rapporti fra quelle genti, avrò messo in luce le parti nobili [premiate dai cronisti (non si fanno libri parlando male del Passato] coi lati neri dove scelgo i temi parentali: genitori/fioi +fratelli biologici assenti finora dai racconti. Da prinsipio i fioi i se faseva drio man, uno drio staltro, ma dagli anni ‘40 sto modo di figliare rimase ma cambiò rotta (adottò stili possessivi). C’è un dato avvilente; con la 2a g. mond. l’Età contemporanea ha smesso di esporsi e in sua vece ne è sorta un’altra, refrattaria ai valori del bello, almeno qui da noi, esempio: la stima interna al clan familiare è regredita, le parlate native - essendo mutata l’Epoca storica tramontano. Caduto lo Scenario d’anteguerra* il cattivo esempio salì in cattedra e provocò guasti fatali; poi apparve il figlio unigenito: fato uno se ferma tuto [dagli anni ‘90].

*Parlata locale non conta rispetto al cambio di mentalità avvenuto dopo il 1945!

Sapienza popolare dixe: gerimo nee gravesse e opo semo ndai da cussì a pezo; chi urtava pa un verso, con simulazioni/artifici attuati usando mezzi sleali si incagnì a spese del +debole. Il buon Esempio si piegò al nero: non fare questo sennò…; dove veto? Maja nova! Come? [senza dire che te-a toi!], Pensito de stare in hotel! Schei: in musina si, in tasca no. Cossa vuto! Pecora nera. Salirono di tono lecchismo e ruffianeria [denaro: fino al 1950 valeva poco, snobbato]. Posizione di rango: non pesava ma da drio i picoi i urtava! Vedi Il sorpasso [film]. Male parole/disprezzo sbancavano*: i te-o roversava drio: se te fasevi el to dovere i te ofendeva! Mondo chel ndava all’inverso! Avoravi e te ciapavi, te toevi co schei tui queo che te ocoreva, no, non va ben! Te dovevi darli in casa!

"*Penso ai fratelli biologici (vengono poi), senza il deposito valoriale (va solo al 1° figlio) e per sto motivo ti scavalcavano ricorrendo al lecchismo.

2 gennaio ‘63 vado alla Gregoriana [assunto per ritirare pacchi da Agenzie/ Posta Centrale]. Funzionavo da Dio, non incartavo libri in uscita (ci pensava Ugo per fortuna); da fattorino a commesso in libreria [istinto per la lettura, xà toevo riviste in edicola a 14 anni a 130 £], futuro roseo, nulla lasciava pensare... Dopo 10 giorni compare Remo, capoccia a cui non va bene niente! Esordiva da brutale, ti urlava dosso, rabioso te spuava a ogni passo; tre giorni di villanie ma tenni la barra fino al 31 [quando ciapo a paga e scapo]; mi cercano per regolarizzarmi. No, no ghe stavo in quel negosio! Questa era l’aria che tirava in quegli anni! El mondo ndava controman, al contrario! Te fasevi el to dovere e, par sto motivo i te spuava drio! Maedeti! Luamari!

Autore
Giancarlo Vincenzo Capaldo jr.
Anno Edizione
2024
Numero Pagine
142
Dimensioni
15 x 21 cm
Dorso
9 mm
Prezzo di copertina
16,00 Euro
Rilegatura
Brossura
979-12-80842-65-7

Giancarlo Vincenzo Capaldo jr. oltre alla cultura materiale [=territoriale] Capaldo coltiva altri amori. Grazie agli anni cumulati al Centro per lo studio della dialettologia italiana [diretto dai maestri Cortelazzo-Pellegrini] ha recepito le procedure utili per attivare filoni di ricerca e arricchito le pulsioni storico-politiche/geografiche maturate da giovinetto: Mediterraneo, Quadrante Danubio-Carpazia [con la Russia vincolata in mari ristretti], l’immenso blocco euro-asiatico battuto da egizi, greci, romani, cinesi [plasmato da scienziati tedeschi, sec XX] l’hanno sempre avvinto. Sfogliando atlanti e altri repertori ha esteso il suo interesse agli sbocchi a Sud del mar Rosso verso l’Indiano (mare-oceano visto da D’Annunzio come VIA di inter-scambio con l’Est del mondo) al punto da mappare in sé buona parte del Globo [lo legge senza vedere le CARTE]. Tali amori li ha mutuati dal babbo [vissuto 32 anni in AFRICA dove ha percorso i 4 angoli del continente]. Ultimata l’opera affronterà aree maltrattate da geo-politica/geo-storia. Colto l’esatto punto di partenza porterà il suo contributo su temi ruvidi [dominati dall’orma anglica, cioè dal caos]. Bisogna uscir fuori da sto andasso (se voemo rivare a Sentensa)!

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