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Attraversamenti
Trieste 24 gennaio – 27 aprile 2025
La mostra diffusa “AttraversaMenti”, promossa dal Centro Studi Arte Archeologia Ambiente della provincia di Padova in coorganizzazione con il Comune di Trieste, non a caso coinvolge il Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” e la Foiba di Basovizza – Monumento Nazionale, sedi civiche fra le più adatte a far parte di tale progetto che tocca numerosi luoghi simbolo della città di Trieste creando occasione di dialogo e condivisione tra realtà dissimili per origine e tipicità. Il comune denominatore che lega le varie installazioni dell’artista Gianni Turin è quello di indurre le persone a mantenere viva la memoria storica dei conflitti e degli eccidi del ‘900 e a riflettere su quelli tragicamente attuali. Una scelta appropriata quella di interessare il capoluogo giuliano che, suo malgrado, fu testimone di alcune delle pagine più drammatiche della storia del secolo scorso e che per questo motivo è particolarmente incline al ricordo della sofferenza e a prendersi a cuore il destino dei più deboli e degli oppressi. Una sensibilità dettata anche dalla posizione geografica la quale ha fatto della città un crocevia di culture, popoli e religioni che oggi convivono nel rispetto e nella tolleranza. Ed ecco che le opere di Turin, per lo più assemblage di tele dipinte unite a elementi scultorei, con i loro tratti essenziali ed evocativi indicano un linguaggio nuovo e originale per rapportarsi con un passato non troppo lontano e per riflettere sul presente che per certi aspetti tutti vorremmo diverso. Dando voce, nel contempo, alla speranza in un futuro di pace e di obiettivi comuni.
Giorgio Rossi
Assessore alle Politiche
della Cultura e del Turismo
del Comune di Trieste
- Autore
- Gianni Turin
- Anno Edizione
- 2025
- Numero Pagine
- 128
- Dimensioni
- 22.5 x 22.5 cm
- Dorso
- 13 mm
- Prezzo di copertina
- Euro 18,00
- Rilegatura
- Brossura
Gianni Turin nasce a Bagnoli di Sopra (Padova) il 30 luglio 1959
FORMAZIONE:
1974 -1978 • Studia al Liceo Artistico Statale di Padova 1978-1981 • Studia all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Emilio Vedova. Da lui ha attinto la passione per la materia, il gesto, la sperimentazione coinvolgente, il frammento di vita vissuta, quali ispiratori della sua opera.
LE PRIME STAGIONI:
1978-1981 | 1° Le Atmosfere degli “Anni di piombo” • Nella seconda metà degli anni Settanta, la sua ricerca si sofferma su quella zona di confine tra ombra e luminosità, fra tenebre e luce, recuperando un luogo ossessivo di Vedova, quello della spettralità dei grigi. 1981-1984 | 2° Energie • Nella seconda stagione il colore irrompe ed è vigoroso, pieno di sensitività intrecciando assonanze e dissonanze in una risultante colma di energia, che si organizza seguendo un disegno mentale inconscio seppure rigoroso. 1984-1989 | 3° Silenzi • Verso la metà degli anni Ottanta si fa strada una nuova consapevolezza poetica. L’uomo con le sue ambivalenze medita cercando nella requie di “fare il punto”. Le opere parlano con le loro facce di uomo: Soggetto o Mito fa lo stesso. Qui la natura più intima sembra essere il tentativo di abbracciare lo spazio circostante, ma anche di catturare frammenti di vita, riposti come reliquie all’interno di contenitori chiusi.
ANNI DI RIFLESSIONE E RICERCA
1989-2000 • I primi anni della didattica all’Accademia di Belle Arti di Bologna (1994-2023) muovono verso nuove modalità di ricerca. Sono anni dedicati all’architettura e alla sperimentazione new dada, spingono le opere su tela a evolversi in installazioni. 2000-2012 • Il passaggio al nuovo millennio è determinato da una riflessione storica che spinge al recupero della memoria e alla riconsiderazione dei temi religiosi. Matura in modo definitivo il superamento della bidimensionalità per abbracciare architettonicamente lo spazio circostante e la ritrovata classicità, non nel suo modello formale ma come pratica di meditazione. Significativa per tale ricerca è l’esposizione Sette croci per sette chiese nella Basilica di Santo Stefano a Bologna, inserita in Arte fiera off 2012, dove le opere dialogano pienamente con la sacralità del luogo. Ne esce un dialogo originale che si confronta con la dimensione mistica e misterica della croce gloriosa di Cristo cercando di spostare il fulcro dell’immagine oltre quel senso che altrimenti rischia di cadere nella retorica. LA MATURAZIONE DI PROGETTI APERTI ALLA STORIA DELL’UOMO 2013-2016 • La storia contemporanea è centrale nella ricerca e con il progetto E-pi-gra-fi-e/Sacrificio e memoria del 2016 espone al Museo Civico di Bassano del Grappa dove alcune opere sono messe in relazione ad alcuni capisaldi del patrimonio museale quali Guariento, Jacopo Bassano, G.B. Piazzetta e A. Canova. Inserito nell’ambito delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra il tema del progetto parte dal primo grande conflitto del Novecento per trattare le guerre scoppiate nel periodo successivo fino alla stagione dei Giustiziati dell’Isis. 2016-2017 • A Bologna si concretizza il progetto espositivo Diffusa 17 / Sacrificio e memoria, per la prima volta diffuso in 6 sedi simboliche: Museo della Resistenza, Museo Ebraico, Museo Civico del Risorgimento, Basilica di SS Bartolomeo e Gaetano, Raccolta Lercaro, Casa Carducci. Nella sinergia tra musei, ciascuno coerentemente con la propria identità, ha dato disponibilità affinché una vera e propria collaborazione diffusa nel centro storico si realizzasse. Il tema dominante è rivolto alla società contemporanea condizionata dai simboli moderni virtuali e artificiali, privi di densità simbolica. Le opere proposte assumono il valore di “epigrafi”, di testimonianze, esprimendo il disagio e la necessità di scavare nel più profondo di ogni uomo. 2017-2019 • La ricerca storica si accosta al dialogo con le religioni. Nel 2019 apre l’esposizione diffusa Memoriale a Venezia in 4 sedi: Museo e Pinacoteca di San Lazzaro degli Armeni, Collegio Armeno Moorat Raphael di Palazzo Zenobio, Accademia di Belle Arti, Santuario di Santa Lucia. Diverse potenzialità creative hanno dato il loro contributo: la filosofia, il video, la musica e le tecniche applicate dall’artista stesso, capaci di creare una sorta di microuniverso, utile a proporre un messaggio orientato alla realtà globale, indispensabile nelle sue fasi critiche, nelle quali il termine crisi è accostabile al concetto di fase evolutiva. La mostra ha condiviso valori con identità apparentemente molto distanti, essendo partner event del Carnevale di Venezia, perché il concetto della maschera è stato proposto con riflessioni in termini metafisici e mistici, dove i “volti senza volto si smascherano”. 2020-2023 • Gli anni della pandemia sono stati anni produttivi grazie ad un isolamento fertile che ha spinto l’artista a riflettere sul valore dell’origine della vita. Nel 2023 in occasione delle manifestazioni Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura espone al Museo Diocesano di Brescia con il tema Mater ponendo la sua attenzione ai misteri della vita e dell’esistenza. 2023-2025 • Sono gli anni dedicati al progetto espositivo di Trieste, perché la città di confine rappresenta il luogo ideale per la ricerca di equilibrio culturale che Turin avanza nel suo processo creativo.
PASSAGGI SIGNIFICATIVI:
Progetti:
“Giornate Europee del Patrimonio” promosse dal MIBACT (2017), Progetto Europeo “Counternarration for Counterterrorism (2013), Arte Fiera Off di Bologna (2012), Omaggio a Hermann Nitsch
Diverse opere di Turin sono conservate presso:
Musei Vaticani, Museo Civico di Bassano del Grappa, Museo degli Eremitani di Padova, Museo di San Lazzaro degli Armeni di Venezia, Santuario di Santa Lucia di Venezia, Biblioteca Civica di Bagnoli di Sopra, Duomo di S. Lorenzo, Conselve, Complesso Monumentale di San Paolo di Monselice, Museo della Resistenza di Bologna, Accademia di Belle Arti di Bologna, Museo Ebraico di Bologna, Galleria d’arte Moderna “Raccolta Lercaro”, The New York Boyer Foundation, World Museum 2000.
Hanno curato:
Luca Alessandrini, Gianmatteo Caputo, Luciano Caramel, Ildefonso Mario Chessa, Andrea Dall’Asta, Monica Demattè, Giuliana Ericani, Silvia Evangelisti, Vittorio Fagone, Luigi Fraccalini, Sandro Gazzola, Stefano Karadjov, Vincenza Maugeri, Stefano Ottani, Stefano Walter Pasquini, Alberto Peratoner, Carla Rugger, Sileno Salvagnini, Otello Sangiorgi, Simonetta Santucci, Claudio Spadoni, Ermanno Tedeschi, Emilio Vedova, Dario Visentin.
Hanno scritto:
Sabino Acquaviva, Luca Alessandrini, Fiorenzo Barindelli, Maria Rita Bentini, Pier Franco Bertazzini, Vittorio Boarini, Pietro Bonfiglioli, Rosalia Burzotta Di Blasi, Beatrice Buscaroli, Gianmatteo Caputo, Luciano Caramel, Sergi Cazzaniga, Claudio Cerritelli, Laura Cherubini, Ildefonso Mario Chessa, Giovanna Ciccotti, Anna Coliva, Ari Antonio Colombo, Maria Antonietta Crippa, Andrea Dall’Asta, Monica Demattè, Michele Di Francesco, Santa D’Innocenzo, Gianmartino Durighello, Andrea Emiliani, Giuliana Ericani, Vittorio Fagone, Luigi Fraccalini, Sandro Gazzola, Ivan Giovannucci, Giuseppe Goisis, Flaminio Gualdoni, Luciano Guazzarini, Nereo Laroni, Carmen Lorenzetti, Ketty Magni, Tatiana Mario, Claudio Marra, Vincenza Maugeri, Corrado Mauri, Federica Millozzi, Luigi Montobbio, Paola Naldi, Stefano Ottani, Demetrio Paparoni, Stefano Walter Pasquini, Alberto Peratoner, Gigi Ponti, Carla Rugger, Sileno Salvagnini, Otello Sangiorgi, Simonetta Santucci, Maria Teresa Secondi, Chiara Sirk, Claudio Spadoni, Ermanno Tedeschi, Maria Grazia Torri, Angelo Trimarco, Paolo Vaghi, Manuela Valentini, Emilio Vedova, Giordano Viroli, Dario Visentin, Lorenza Zago, Massimo Zanello, Ferdinando Zanzottera, Caterina Zarpellon.

